Uno dei primi progetti di Officinaleonardo è stato l’inizio di una grande sperimentazione, proseguita poi in tutti gli altri suoi progetti. Qui presente con una densità assoluta vista l’esiguità della superficie, 27 mq, da portare a 42 mq, operazione apparentemente impossibile. Il nome, 40 piedi, è di derivazione nautica, spiegato dalla nuova estensione della casa dopo i lavori e dalle sue caratteristiche fisiche. Prima applicazione di un soppalco sagomato in ferro in una casa, poi ripreso in altri lavori di architettura di interni e nel design, che partendo da uno studio diagrammatico delle funzioni della vita quotidiana, disegna uno spazio perfettamente “sagomato” sulle esigenze della sua abitante/proprietaria. Una grafica con la passione per gli inviti, quindi uno spazio che presenta ampie superfici per il lavoro grafico, un ampio bagno e un tavolo per nove persone con attiguo un living con dodici sedute. Un taglio vetrato tra bagno e salone che grazie a una illuminazione led rgb inserita nel suo spessore crea l’illuminazione degli ambienti (finestra luminosa, prima applicazione nell’interior design).una sezione vetrata del soppalco che a comando si opacizza e diventa diffusore dell’illuminazione a faretti led del piano soprastante. Un articolato sistema di piani ribaltabili che permette alla luce o alle inquadrature del paesaggio esterno di penetrare, come lo specchio delle nuvole accanto al letto e spesso con una doppia funzione, come lo specchio contenitore nel bagno. Ogni arredo è stato pensato su misura

“Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam, eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo. Nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt. Neque porro quisquam est, qui dolorem ipsum quia dolor sit amet, consectetur, adipisci velit, sed quia non numquam eius modi tempora incidunt ut labore et dolore magnam aliquam quaerat voluptatem. Ut enim ad minima veniam, quis nostrum exercitationem ullam corporis suscipit laboriosam, nisi ut aliquid ex ea commodi consequatur? Quis autem vel eum iure reprehenderit qui in ea voluptate velit esse quam nihil molestiae consequatur, vel illum qui dolorem eum fugiat quo voluptas nulla pariatur?”

INTERFLORA

Il progetto in questione nasce dall’incarico diretto che abbiamo ricevuto da Interflora, in tal senso è stata fatta una vera e propria proposta imprenditoriale a diverse scale: Il Wine Flower nasce dall’idea di riproporre in architettura le forme e i cromatismi del mondo floreale. Gli arredi sono pensati come declinazione geometrica di fiori e piante. La parte delle cucine della zona degustazione è delineata da elementi modulari in pasta di vetro sopra il quale è riportato un disegno vegetale dai caratteri astratti. I Corner interflora nascono dall’esigenza d’istallare nei negozi di fiori e nei vivai un punto rappresentativo che risulta al contempo contraddistinto da modularità, velocità di montaggio e trasportabilità; I Travel Flower veicolano il marchio Interflora girando per la città, dando mostra di se attraverso volumi vetrati “popolati” da essenze vegetali rigogliose I Flower Kiosks sono delle “presenze “sul territorio con presentazione scenografica dei fiori Il Packaging infine rappresenta la geometrica confezione del fiore con le sue forme spigolose e regolari

ANYTIME FITNESS CLUB

Nello spirito informale Anytime Fitness abbiamo voluto creare un mobile che è una specie di gioco e crea una postazione lavoro davvero molto moderna, in linea con l’attuale tendenza visibile addirittura nelle banche, luoghi per eccellenza dove clienti ed impiegati venivano separati
Si tratta di un “magico” mobile apribile, proposto nell’essenza oak che ben si sposa con la parete in roccia ad esso attigua, ma possibile anche di personalizzazioni in base ai colori del brand, secondo l’immagine coordinata del club Anytime. Sarà così possibile personalizzare ulteriormente il proprio club senza dover sminuire l’immagine coordinata o l’idea di appartenenza alla catena. Strutturalmente sono degli elementi che fuoriescono dalla parete e che vengono a creare una panca per la seduta dell’impiegato Anytime e dell’utente, la scrivania “protetta” e levitante, una mensola. Questi elementi faranno perno su un palo in ferro non visibile, nascosto nelle carpenterie e i due elementi aggettanti nasconderanno un’anima costituita da una trave reticolare su disegno. In realtà semplicemente dei giunti snodati e dei solidi elementi essenzialmente il legno basterebbero allo scopo, ma per una maggior sicurezza strutturale, vista la vocazione di locale per il pubblico, si suggerisce di adottare questi rinforzi All’interno sono placcabili in legno tutti gli elementi richiesti nel manuale per il corretto funzionamento dell’ufficio. Sono altresì proposte due versioni, una “standard” (255 cm) e una “wall-to-wall” (300 cm) che arriva a congiungersi (nel progetto ”Viale Libia”) con i pannelli che nell’incasso ospitano i racks tecnici per la videosorveglianza e le telecomunicazioni, in modo da dar forma a un progetto organico e globale. In quest’ottica un gioco di specchi o di rivestimenti colorati, può dar origine a diverse configurazioni e immagini, pur rimanendo nel medesimo progetto. Gli specchi offrono la prerogativa di allargare uno spazio stretto nell’ambiente di ingresso alla palestra e creano stimolanti prospettive che invitano all’esplorazione. In quest’ambito sarebbe anche interessante ospitare poltrone di design, repliche acquistabili con modesta spesa on-line (e consegnate in loco) anziché spendere la medesima cifra per ben più “economici” mobili Ikea, suggerendo al contempo anche un’idea di esclusività di appartenenza al club Anytime, nonostante sia nota la sua formula “money saving”. Si suggerisce quindi di prendere in considerazione la poltrona Corona di Paul Volther, oppure una coppia di famose Eames Lounge Chairs visibile ed acquistabili su www.mobiliedesign.it o di più compatte Swan.

Una casa dove sono state studiate sulla terrazza delle apposite vetrate per una chiusura invernale, invisibili nella stagione estiva quando sono aperte. All’interno invece la tipologia a monolocale è stata plasmata in una volumetria più ricca, con l’aggiunta di un volume su due livelli, quello inferiore ove abbiamo le armadiature e la zona computer con tavolo a scomparsa e quello superiore, tramite comoda scala, ove è presente un letto matrimoniale standard con spazio per la permanenza in piedi, comodini e vani accessori.
Questo volume, realizzato in legno e addossato alla parete del bagno che saranno dipinte di azzurro, è rivestito in rami e ramoscelli d’albero dipinti di bianco per andare incontro al gusto della proprietaria per lo stile provenzale e sarà schermabile, nel suo affaccio sul salone, tramite veneziane in legno bianco

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GATESBOURGH HOUSE

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MITTONI HOUSE

Presenta temi ricorrenti in molti progetti di OfficinaLeonardo come l’uso di elementi architettonici in ferro, legno o pietra. Rispettivamente troviamo il ferro nella colonna d’acqua in soggiorno, il legno nel box cucina e la pietra nel rivestimento della parete di confine che delinea gli spazi verticalmente (nella parete) e orizzontalmente (nel controsoffitto). Tutti gli spazi confluiscono nella zona comune del soggiorno secondo una “logica urbana” con una serie di affacci interni e calcolate introspezione, l’illuminazione passa orizzontalmente tra le aperture irradiando gli spazi. La chiave bioclimatica del progetto è rappresentata dalle serre che fanno da filtro alla terrazza esterna. La zona notte invece è stata pensata come il rifugio, come alcova, il cui soffitto in pietra risulta molto basso e compresso; si passa in un passaggio stretto “amplificato” visivamente dagli specchi del box della cucina e presenta dei tagli che danno continuità alle zone contigue.

Presenta temi ricorrenti in molti progetti di OfficinaLeonardo come l’uso di elementi architettonici in ferro, legno o pietra. Rispettivamente troviamo il ferro nella colonna d’acqua in soggiorno, il legno nel box cucina e la pietra nel rivestimento della parete di confine che delinea gli spazi verticalmente (nella parete) e orizzontalmente (nel controsoffitto). Tutti gli spazi confluiscono nella zona comune del soggiorno secondo una “logica urbana” con una serie di affacci interni e calcolate introspezione, l’illuminazione passa orizzontalmente tra le aperture irradiando gli spazi. La chiave bioclimatica del progetto è rappresentata dalle serre che fanno da filtro alla terrazza esterna. La zona notte invece è stata pensata come il rifugio, come alcova, il cui soffitto in pietra risulta molto basso e compresso; si passa in un passaggio stretto “amplificato” visivamente dagli specchi del box della cucina e presenta dei tagli che danno continuità alle zone contigue.

SAN PIETRO DELLA JENCA

Il progetto si conforma ai principi di massimo impatto emotivo e minimo impatto ambientale.
Il progetto non passa inosservato, ma giocando con le parole si potrebbe anche dire che passa inosservato e che nessuno si accorgerà che esiste….almeno da lontano. L’area di intervento selezionata a livello locale è una striscia stretta e lunga di 160 metri per 50, dietro una collinetta notevolmente visibile nell’approccio con il luogo. L’idea nasce appunto dal non voler toccare un contesto così sensibile, dal non voler rovinare la memoria di un papa che amava tanto questi luoghi….quindi abbiamo scelto di non far vedere l’edificio, se non altro dal percorso di accesso; lo abbiamo “annegato” nel terreno, scavando il lotto, non facendo emergere la sua complessa volumetria (rispettando i luoghi e quindi glissando le polemiche degli ambientalisti), frutto di richieste locali e necessità di gestione, nonché di rappresentanza e simbolo, richiesto questa volta non solo dalle autorità locali , ma dai pellegrini e dalla Chiesa. Ma poi, come nella storia del papa, tutto diverrà visibile e magnificente…il pellegrino voltandosi, dopo la visita, potrà capire. In quanto la facciata Ovest, rivolta ai monti boscosi, non sarà sotterranea ma ben visibile, catturando tutta la luce possibile, e al tempo stessa intima poiché lì nessuna casa sorge, nessuna strada passa.
Anzitutto bisogna capire la volumetria da cosa emerge. Nell’analisi delle richieste ci è parso strategico inserire un museo memoriale del Papa, che conterrà oggetti donati (forniti) dalla Chiesa e foto. Sarà la chiave della visita ai luoghi, in un atmosfera rarefatta di raccoglimento e intimità, arricchita dalla presenza delle “cappelle spirituali”, luoghi speciali ove sarà possibile la riflessione e la preghiera con la rilassante visuale sui boschi dei monti antistanti. Inoltre è assolutamente necessaria la presenza di un ristorante (visti i numeri quantificato in 300 coperti) e un dinamico bar – ristoro, sia per la gestione economica degli spazi* ma anche per un reale servizio alla massa dei pellegrini, richiesto a gran voce dai promotori locali. Funzioni complementari tipo infermeria, biblioteca archivio di studio, servizi igienici ben proporzionati, negozio interno di merchandising connesso, sono del tutto necessarie e standard. Invece la presenza di una sala conferenze-auditorium è auspicabile per i diversi scopi con cui potrebbe essere utilizzata e accanto a questa un’aula che venga a ricoprire la funzione di riunione di massa, evento, messa. Quest’ultima è stata spontaneamente risolta nella struttura stessa dello spazio progettato, venendo a collocarsi nel grande atrio di accesso agli spazi In totale saranno circa 2500 mq inclusi gli spazi di stoccaggio delle merci e di parcheggio dei soli mezzi autorizzati, che entreranno non visti alle spalle della collinetta, inoltrandosi per un percorso sotterraneo. Di qui potranno proseguire per gli altri livelli i mezzi d’emergenza. L’accesso pedonale avverrà tramite percorsi pedonali che partiranno dall’area di parcheggio dei pullman lungo la provinciale, ove non saranno ammesse le auto ( come pure nel contesto del piccolo borgo antico ) che invece potranno sostare in un parcheggio prossimo al casello autostradale e al nuovo Borgo Jenca, sostituite da pulmini gratuiti del servizio pubblico. I pellegrini verranno dirottati verso il retro della collina, ove tramite una rampa si avventureranno nelle viscere del terreno, passando poi attraverso le possenti strutture ipogee a guscio in cemento armato che sosterranno in superficie un prato antropico, interrotto da tagli che porteranno la luce sin nelle profondità, con un indiscutibile effetto drammatico ed evocativo. Il tunnel presenterà dei tagli trasversali che permetteranno di vedere la struttura del complesso i giochi di luce e scorci del paesaggio esterno, prima di arrivare alla grande aula, soprannominata “la cattedrale” per il suo aspetto che ricorda una immensa e suggestiva macchina gotica. Qui il percorso si aprirà su un’eterea passerella in acciaio agganciata alla volta in cemento dello spazio fino a giungere ad uno snodo circolare ove saranno presenti i banchi dell’accoglienza e da cui sarà possibile ammirare lo spazio sottostante, con il corpo gradonato e il percorso di acqua che ne attraversa la piazza ipogea; i pellegrini saranno poi dirottati da qui, sempre tramite una passerella, verso i corpi principali dell’edificio (che in effetti lo si può considerare a tutti gli effetti un complesso composto da due parti di grande presenza interagenti tra loro, ossia la volta con i suoi gusci in cemento e gli spazi connessi e il corpo principale stratificato in tre piastre). La simbologia dello spazio suggerisce un velato racconto della vita del papa, dalle sue origini terrene fino alla sua assunzione in cielo, nel passaggio attraverso i tre livelli (roccioso, legnoso, vetroso), con la memoria degli strappi che ne hanno caratterizzato la vita impressa nel soffitto e nelle pareti (le grandi aperture che catturano la luce del sole). Percorso il museo, passando per lo shop, si potrà sostare al bar prima di proseguire con i giri esterni per poi tornare al ristorante panoramico su due livelli del complesso. Comunque di qui si esce su dei placidi prati esterni, con una dislocazione degli spazi pensata appositamente per potervi svolgere dei raduni o messe di massa (anniversari di ricorrenze inerenti la vita e la morte del Papa), affacciandovisi da una delle balconate dei livelli superiori Una volta qui sarà possibile vedere l’unico prospetto visibile del santuario, quello rivolto verso Ovest, con il suo immane pennone che oltre ad assolvere funzioni strutturali di sostegno della grande calotta in cemento armato, svolgerà funzioni di canalizzazione dei fumi e dell’aria condizionata e di sostegno delle luci per gli esterni, oltre a svolgere un’eventuale funzione simbolica di croce e di servizio con la sua stazione barometrica in quota e le antenne telefoniche affittate a un gestore* Le volte in cemento visibili, saranno risolte esternamente a prato, anche eventualmente percorribili, una sorta di prato-giardino antropico, confrontandosi con la naturalezza del contesto e non entrando in competizione con essa. Questo segue anche una tendenza internazionale in atto, con interessanti esempi dall’Inghilterra alla Spagna, all’Olanda (ma anche dall’italianissima Selinunte, nell’interessante soluzione degli accessi all’area dei templi greci), come abbiamo avuto modo di illustrare in queste pagine a mo’ di esempio per una migliore comprensione del complesso progetto. C’è da osservare che le notevoli ricadute di immagine dell’intervento, la sua sostenibilita’ da parte della comunità locale, europea ed ecclesiastica, oltre al numero di fedeli che il complesso stesso e i suoi annessi esterni (con le strutture collocate nel nuovo Borgo della Jenca di cui si è parlato) potranno richiamare, bastano da soli a giustificare e ad auspicare la qualità e la misura dell’intervento

Costruiamo insieme i vostri sogni !

 

Indirizzo

Piazzetta di Sant’Ambrogio 14, Portico D’ottavia – 00186 Roma

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