Case Study

Emaar Tower

Emaar Properties è una società immobiliare visionaria e innovativa attiva a Dubai, una delle più grandi negli Emirati e autrice della costruzione del grattacielo più alto del mondo, il Burj Khalifa. Emaar Properties è entrata nella fase più entusiasmante della giovane storia di Dubai quando, nel 2013, più di 160 nazioni hanno scelto gli Emirati Arabi Uniti per ospitare l’Expo 2020 proprio a Dubai, dove la maggior parte delle strutture sarà realizzata da questa azienda. Si è stabilito di avere una nuova sede nella marina di Dubai, così Officinaleonardo ha potuto proporre una torre di XXXX metri di altezza, basata sul concetto di un involucro artistico, composto da 4 corpi principali e un basamento principale

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Addis Abeba

Una villa strutturalmente semplice ed economica da costruire che permette di vivere le stagioni secondo gli usi e il clima del posto, ma anche secondo i costumi, vista l’usanza di fare delle feste nelle serate di primavera ed estate nei cortili o sui tetti delle case. Anche a tal fine si è realizzata una leggera struttura di loovers su pilotis in acciaio verniciato bianco, regolabili, per regolare l’apporto solare e il flusso d’aria attraverso gli spazi sottostanti, in estate come in inverno e permettendo di vivere anche durante il giorno il cortile, ove è stata poi collocata una vasca d’acqua – con sprinkler perimetrali che nebulizzano minime quantità d’acqua accumulate nei serbatoi sotterranei durante la stagione invernale – che contribuisce ad umidificare e rinfrescare il microclima degli spazi all’aperto e che comunque rientra nella tradizione etiope. Anche sui solai sono collocati vasche di accumulo d’acqua per il raffrescamento estivo degli spazi e per creare un piacevole effetto brezza. Tradizione etiope della casa che vede anche la presenza dell’orto e un piccolo recinto animali sul retro. Mentre la casa è strutturalmente divisa in 3 blocchi, zona giorno e ingresso principale, quartiere padronale, e zona letto figli e ospiti, autonomi ma collegati e in estate raffrescabili proprio tramite i collegamenti vetrati apribili che in inverno fungono invece da mini serre, visto il clima rigido della collocazione interna di Addis Abeba. Ognuno di questi tre blocchi è denunciato da un colore vivace che riprende i colori del paesaggio, ed è caratterizzato da doppie pareti all’interno delle quali scorrono i serramenti proiettando così all’esterno gli spazi interni e permettendo d’estate una completa vivibilità degli spazi interni ed esterni

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Flying House

Sull’onda del ritorno dei dirigibili come nuovo mezzo di trasporto pesante o per turismo prodotti da aziende storiche o nuove quali la Luftshiffbau Zeppelin e la McDowell , che hanno prodotto nuovi mezzi di varie taglie per l’esercito americano o per le industrie del trasporto e proposto prototipi avveniristici per il turismo o il diporto, con veri e propri alberghi volanti o altro. La nostra proposta è una vera e propria casa volante, come nel migliore dei romanzi di fantascienza, ma perfettamente realizzabile. E’ costituita da una pelle in fibra di carbonio, molto dura e resistente ma estremamente leggera, con incapsulate le celle fotovoltaiche di nuova generazione, quelle “spalmabili” ad alta intensità e filamenti luminescenti per la comunicazione e l’illuminazione d’area. Agganciata alla vela c’è la struttura della casa in tubolari d’alluminio e carbonio con pannellature interne ed esterne in fibra di corian e fibrocemento rinforzato con filamenti di acciaio, pannelli ceramici ad alta tecnologia (quelli dei freni della formula 1 e delle sportive d’alto rango), il tutto a prediligere la leggerezza e la resistenza. La casa è poi una vera e propria villa, completa di ogni comodità, ma tutto legato a un concetto di bioarchitettura ed eco-compatibilità, dettato dalle esigenze estreme cui sarà sottoposta una volta in crociera. Il concetto di base, l’animus programmatico del progetto, è quello di una casa per gli amanti dei viaggi, cioè coloro che starebbero ben volentieri tutto il tempo in vacanza, o che comunque quando sono in vacanza non vorrebbero rinunciare alle comodità (o alla cucina o alle cure) di casa: la risposta è quindi stata “semplice”: portatevela appresso! La villa è dotata di una “base” di attracco in quello che sarà il luogo di normale stazionamento della struttura, ossia il lotto di proprietà, con il giardino e la piscina esterna e il campo da tennis, il garage ed eventualmente una depandance, mentre in volo potrà “attraccare” in prossimità di strutture elevate, come i grattacieli, stazionandovici sopra, o a terra. Immaginate l’ebrezza di trovarsi nel punto più in alto di New York, utilizzando il suo massimo grattacielo semplicemente come ascensore, oppure l’emozione di dormire a pochi metri sopra i ruggiti dei leoni o i barrriti degli elefanti nella savana, e nella mattinata la testa delle giraffe farà capolino mentre state facendo colazione sulla terrazza esterna, dotata di piscina e piante. L’abitazione è su due livelli con spazi a doppia altezza e una seconda piccola piscina interna dotata di meccanismo di nuoto controcorrente e magnifiche vetrate sul perimetro o sul tetto, ove una scala elicoidale permette di salire sulla sommità del cuscino lievitante, aggiungendo un secondo magnifico spazio aperto di stazionamento. E’ poi presente un particolare ascensore che permette la discesa a terra mentre si è in stazionamento aereo e , su richiesta, un vano box per due o tre berline ed eventuali moto o moto d’acqua e un piccolo moto-aliscafo issabili su funi e su una base rigida.

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Machu Pichu

Elaborato progetto nel distretto Chaupe, sulle alture del Perù, che mira alla realizzazione di un avamposto culturale sotto la guida del suo capo spirituale Ichu, articolato in alcuni alloggi per la popolazione locale e per i visitatori, un centro culturale che raccolga le antiche tracce della cultura Chavin, uno spazio sacro ed un grande anfiteatro per le rappresentazioni o le riunioni del villaggio. Lo scopo di Ichu – ultimo appartenente della stirpe indiana dei Lakota – è stato quello di salvaguardare le tradizioni orali in via di scomparsa del suo popolo, preservando il carattere dei luoghi e la cultura del fare. Officinaleonardo affrontando questo delicato tema ha inteso realizzare dei semplici edifici in pietra e mattoni, materiali facilmente reperibili in quelle località e realizzabili con una semplicissima tecnologia locale di essiccazione del fango in appositi stampi, su proposta dello studio, rinforzato e termicamente adattato inserendovi foglie e fuscelli. Le forme del grande muraglione che definisce l’anfiteatro si ispirano per possenza e per la catatteristica dell’incastro delle pietre alla locale cultura Atzeca. In via di approvazione il gruppo finale di interventi che costituirà il polo culturale, caratterizzato da un edificio a torre in pietra con forti sbalzi della sala auditorium e di una sala espositiva completamente in cemento.

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Ufo Furlan

Il progetto di un modulo abitativo autoportante sposa le esigenze del committente (un’associazione culturale in Roma) di dotare i propri locali di una cucina per organizzare delle cene ed eventi sulle terrazze prospicienti il giardino zoologico di Roma. E’ un prototipo di organismo componibile in legno che può ospitare all’occorrenza una o più funzioni quali cucina , magazzino, servizi e quant’altro. A livello costruttivo presenta una struttura portante a telaio ligneo alla quale sono ancorati pannelli multistrato rivestiti con listelli di dimensione variabile.

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Casale Gallinaro

Il casale rurale di Gallinaro sorge su un’altura sotto cui si apre la splendida vallata di Gallinaro, con il borgo, i campi e le chiese. L’incarico ci è stato commissionato in concomitanza con lo stanziamento dei fondi per i terremotati previsti dallo stato e promossi per il risanamento e la ristrutturazione di edifici colpiti dal sisma. Il nostro studio ha quindi elaborato un completo piano di investimento andando a delineare due diversi scenari (di cui uno diviso in ulteriori due) che permettessero la massimizzazione dell’uso delle superfici realizzabili e il ritorno economico dell’operazione stessa attraverso un’attenta progettazione degli spazi coinvolti.Con queste premesse il nostro lavoro si è sviluppato su tre fronti e quindi tre proposte progettuali di differente rilievo. La prima proposta consta nel consolidamento statico e nel restauro conservativo del manufatto, andando a rimuovere o limitare le cause del degrado, e al contempo demolendo alcune superfici accessorie per poter guadagnare, assieme ai bonus per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico, un aumento di cubatura consentito dalla nuova normativa 10/2011 Si prevede quindi l’integrazione del vecchio col nuovo mediante l’aggiunta di corpi architettonici moderni affiancati all’antico; in tal senso la commistione moderno-antico nasce dalla rilettura del linguaggio esistente fino ad arrivare a linee, tecnologie e materiali innovativi, basati sul legno e sulle strutture prefabbricate. La seconda proposta è invece maggiormente “rivoluzionaria”, rappresentata dalla ricostruzione ex novo dell’edificio attraverso scelte tipologiche, volumetrie e materiali che segnano la rottura col passato. In quest’ottica trova spazio la leggerezza della struttura in acciaio su piloties e la sostenibilita’ delle doghe in legno che rivestono l’involucro sospeso. In questo caso abbiamo così una possibilità di implementare le superfici stesse di costruzione e una loro ottimale utilizzazione, dal momento che non si è più vincolati dalle murature di quasi un metro di spessore, né dalla disfunzionale dislocazione originaria degli spazi. Questa ottimizzazione ci ha portato a realizzare due distinte unità residenziali, come da richiesta, più una terza nel livello parzialmente interrato concesso per i parcheggi e i servizi e ambienti tecnici, più una quarta residenza, la Cross House, di soli 70/80 mq, autonoma e con propri spazi esterni e quindi vendibile per portare a zero o quasi l’investimento totale. E’ stata alla fine accordata piena fiducia e apprezzamento a questa seconda ipotesi multipla. Filo conduttore dei progetti è comunque stato il rispetto ambientale e l’integrazione col contesto teso a valorizzare l’architettura del nostro paese esaltandone i contenuti.

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Black House

Casale Grottaferrata

Il progetto si dispiega su un lotto di terreno alle porte di Roma. L’edificio nasce nella terra e si sviluppa su un unico piano. Il tetto coperto a verde, le tamponature in pietra vulcanica tipica della zona (infatti il territorio comunale di Grottaferrata ricade interamente nell’ambito vulcanico dei colli albani il cui terreno consta di sedimenti e piroclastici) e i tagli irregolari che inquadrano il suggestivo paesaggio circostante. L’organismo verrà’ sviluppato per gradi seguendo ampliamenti funzionali alle esigenze del proprietario (gestore di un ristorante)